La Via Cilento | Cyclando.com
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Preventivo

Durata:

14 giorni / 13 notti

Partenze:

Dal: 01/05/2020

Al: 31/10/2020

  • Tutti i giorni

Prezzi:

Dal: 01/05/2020

Al: 30/06/2020

Dal: 01/09/2020

Al: 31/10/2020

Quote individuali:

Quota di partecipazione in camera doppia 695,00
Supplemento camera singola 150,00
Supplemento per viaggiatore solo 170,00

Dal: 01/07/2020

Al: 31/07/2020

Dal: 01/09/2020

Al: 30/09/2020

Quote individuali:

Quota di partecipazione in camera doppia 725,00
Supplemento camera singola 85,00
Supplemento per viaggiatore solo 105,00

Dal: 01/08/2020

Al: 31/08/2020

Quote individuali:

Quota di partecipazione in camera doppia 775,00
Supplemento camera singola 190,00
Supplemento per viaggiatore solo 210,00

Extra:

Supplemento nolo bici 190,00
Supplemento nolo e-bike 380,00

INCLUSO

– Pernottamenti: 13 notti in hotel***, B&B o agriturismo – come i seguenti (o simili):
1 notte Hotel*** o agriturismo Castelnuovo Cilento/Casalvelino HB
1 notte Villa Cannicchio – BB – Cannicchio (Pollica)
1 notte B&B La Carosella – BB – Vatolla
1 notte B&B Il Portico – BB – Stio
1 notte Antico Castagneto – HB – Sicignano
1 notte B&B Vittoria – HB – Roscigno
1 notte Hotel Antichi Feudi – BB – Teggiano
1 notte Affittacamere Relax – BB – Sanza
1 notte Palazzo Galotti – BB – Casaletto Spartano
1 notte Albergo La Pergola – HB – San Giovanni a Piro
1 notte Agriturismo Isca della Donne – BB – Palinuro
1 notte Agriturismo ‘La Petrosa’ Ceraso – HB
1 notte Hotel*** o agriturismo Casalvelino HB
– Pasti: 13 colazioni, 6 cene
– Dettagliate informazioni di viaggio, con descrizione dei percorsi e guida turistica.
– Mappe in scala 1 : 50.000 (o più) ; tracce GPS opzionali
– assistenza 24/7
– 1 transfer privato dalla stazione di Vallo della Lucania o Ascea al primo hotel – giorno

NON INCLUSO

– Trasporto bagagli
– Tasse aeroportuali e VISA
– Assicurazione di viaggio
– Bevande e pasti non menzionati nell’itinerario
– Tour o attività opzionali
– Mance
– Oggetti personali
– Noleggio bicicletta

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Programma

Preventivo

Giorno 1 – Arrivo – Castelnuovo (Casalvelino)
Dopo il tuo arrivo a Castelnuovo sarai accompagnato nel primo alloggio. La tua bici ti aspetta qui. Se vuoi potrai già fare un breve giro al Parco archeologico di Elea-Velia e arrivare in spiaggia per un tuffo nel mare di Ascea prima di rientrare nell’alloggio. In serata gusterai una prima ottima cena basata su specialità locali.

Giorno 2 – da Castelnuovo Cilento a Pollica
Il viaggio parte dal paesino di Castelnuovo Cilento, graziosissimo borgo dominato dalla torre merlata del castello dei Talamo-Atenolfi. Dalla piazza antistante al maniero, lo straordinario panorama offre una visione d’insieme della Via che ci si prepara ad affrontare. Castelnuovo è anche il paese di Guerino Galzerano, controverso personaggio vissuto tra il 1922 e il 2002, noto per la sua vita rocambolesca, ma soprattutto per le opere musive da lui realizzate e presenti in ogni angolo del paese. La tappa, nel suo complesso non presenta grosse difficoltà; dopo 11 km circa dalla partenza si comincia a risalire su un tratto collinare con pendenza media inferiore al 5%. Ad Acquavella ci si può fermare per una breve sosta prima di proseguire in direzione di Stella Cilento (386 m s.l.m) alle pendici del monte omonimo. Di qui, proseguendo per circa 3 km sulla SP77, ci si può allungare fino al paesino di Omignano dove a ridosso della piazzetta è possibile visitare il minuscolo laboratorio dell’artigiano cestaio Giuseppe Giuliano. Ritornando sulla medesima strada, al primo incrocio ci si immette sulla SP15C, e si prosegue in direzione di Galdo Cilento, dove quasi obbligatoria è una sosta al Caffè letterario, “luogo dove idee e pensieri prendono forma”, fortemente voluto da Angelo Vassallo, il “Sindaco Pescatore”. La vostra tappa si concluderà a Pollica, borgo situato sulle pendici meridionali del Monte Stella (1131m s.l.m) ed affacciato sullo splendido mare di Acciaroli. Mare che potrete raggiungere l’indomani mattina, alle prime luci dell’alba, quando ancora i pescatori staranno facendo rientro dalla loro pesca notturna.
Distanza 37 km.

Giorno 3 – da Pollica a Vatolla
Protagonista di questa tappa è il mare: vi accompagnerà durante le prime ore della giornata rimanendo alla vostra sinistra almeno fino a quando non comincerete a risalire verso il paesino di Castellabate: un pezzo di litorale cilentano davvero unico per l’alternanza di spiagge, scogli e lussureggianti pinete. Godete a pieno di questa visione, ritroverete il mare solo dopo un bel po’ di chilometri.
Dall’abitato di Pollica si raggiunge la costa in breve tempo. La strada, tutta in discesa è ricca di curve ed arriva al mare dopo circa 8 km, attraversando terrazzamenti coltivati ad olivo. Raggiunta la RS267 vi ritroverete con il piccolo paese di Pioppi alle spalle, sede del museo del mare (http://www.museovivodelmare.it/), in un paio di minuti, volendo lo si può raggiungere. Approfittatene per bere un caffè al bar della piazzetta prima di riprendere la strada verso Acciaroli. Sorto come suggestivo borgo di pescatori, Acciaroli è diventato nel tempo località turistica balneare di rilevanza nazionale. Da qui, senza allontanarsi mai dalla costa, si raggiungono Agnone e poi Ogliastro Marina. Subito dopo l’abitato di San Marco di Castellabate, si lascia nuovamente la costa per addentrarsi nel cuore del Cilento. Si affronta ora il primo importante dislivello della Via Silente, quello che vi consentirà di raggiungere Castellabate, noto per essere stato scenario del famoso film “Ben venuti al Sud”. Vale assolutamente la pena fermarsi a visitare il borgo e soprattutto il suo castello, costruito per volontà di Costabile Genticolore, quarto abate della Badia di Cava, che diede inizio ai lavori il 10 Ottobre del 1123. Si lascia Castellabate e si risalgono i rilievi collinari fino al paesino di Perdifumo, superato il quale si attraversa prima Mercato Cilento per concludere poi la tappa a Vatolla.
Visitando il centro storico noterete in particolare il turrito Palazzo De Vargas, sede del museo dedicato al filosofo Gianbattista Vico, che qui soggiornò per nove anni in qualità di istitutore dell’allora proprietario Marchese Rocca. Ancora oggi è possibile sedersi all’ombra dell’ulivo del Vico, nel piazzale del Convento della Pietà. Sembra che sotto le sue fronde, nella pace assoluta di cui si gode in questi luoghi, Vico realizzò l’idea fondante della “Scienza Nuova”, basata sulla scienza della storia, intesa come creazione dell’uomo, capace di forgiare la sua stessa realtà.
Distanza: 47.5 km.

Giorno 4 – da Vatolla via Cicerale a Stio
Da Vatolla si procede per Mercato Cilento; da qui, tramite un lungo sterrato che parte dal Convento del Carmine, si arriva a Rocca Cilento, dominato dalla fortezza angioino-aragonese. Quindi si scende a Torchiara, bel centro adagiato su di un panoramico crinale e si prosegue sulla Statale 18 fino a quando, ancor prima di raggiungere Ogliastro Cilento, una stradina sulla destra vi condurrà al paesino di Finocchito Lasciato Finocchito si prosegue in direzione di Cicerale che deve il suo nome al legume prodotto nelle sue campagne. Questa strada lambisce l’invaso più grande dell’intero territorio del Cilento e del Vallo di Diano: la Diga dell’Alento. Attorno alla diga sorge l’Oasi Fiume Alento, luogo ideale per gli appassionati di birdwatching.
Lasciato l’abitato di Cicerale, ci si dirigerà verso Trentinara, posto su un costone roccioso a picco sulla sottostante Valle del Sele. Proprio per la sua posizione (606 m s.l.m.), Trentinara è conosciuta come la “terrazza del Cilento”. Dalla famosa piazzetta panoramica in cima al paese, lo sguardo potrà spaziare dalla Costiera Amalfitana fino a Punta Campanella e Capri. Passare di qui nella seconda settimana di agosto vi darà inoltre la possibilità di partecipare alla caratteristica “Festa del Pane”: odori, sapori e suoni si mescoleranno tra i vicoli del paese; l’ottimo vino del posto farà il resto e probabilmente deciderete che valga la pena fermarsi qualche giorno in più. Da Trentinara a Magliano Vetere si pedalerà su di un percorso leggermente ondulato, ma senza bruschi cambiamenti di pendenza. Percorrendo la SP13b scorgerete sulla vostra sinistra l’abitato di Magliano Nuovo. Proseguendo farete tappa a Stio, sede del Museo Trotta, della bottega artigianale dei maestri liutai del Cilento, del museo della fotografia e di un centro storico tra i più belli della Via Silente.
Distanza: 57.5 km.

Giorno 5 – da Stio via Felitto a Sicignano degli Alburni
Uscendo dall’abitato di Stio, si ritorna verso le campagne di Magliano Nuovo, dove una discesa su fondo sterrato vi condurrà sulle rive del Fiume Calore; da qui, su una strada costeggiata da alberi di querce, raggiungerete il bellissimo ponte trecentesco, tipico per la sua forma a schiena d’asino. Passando sul ponte, il percorso si allontana dal fiume e risale sino ad una comoda strada secondaria, che conduce in località Remolino, ai piedi del costone del paese di Felitto. Da qui potrete partire per il trekking lungo le gole del fiume Calore, fare il bagno nelle sue limpide acque per poi rifugiarvi in una tipica trattoria a gustare i Fusilli Felittesi, gustosissima specialità di questi luoghi. Per qualche giorno saremo in compagnia del Calore e dalle meravigliose strutture carsiche che questo fiume ha creato incontrando la roccia calcarea. A pochi chilometri dalle Gole di Felitto si supera Castel San Lorenzo e quindi l’abitato di Roccadaspide, dominato dal compatto Castello Filomarino. Proseguendo, il paesaggio è chiuso sullo sfondo dai Monti Alburni, ai piedi del quale sorge lo scenografico borgo di Castelcivita, sotto il cui costone si aprono le famose Grotte di Castelcivita, le cui grandi sale ricchissime di straordinarie concrezioni meritano una visita. Le grotte si trovano sulla sponda destra del fiume, a metà strada tra Castelcivita e Controne. La Via Silente non attraversa il paese di Castelcivita, ma se avete tempo e gambe andateci, ne sarà valsa la pena. Dopo la visita alle grotte, riprendete la strada verso Controne; qui si organizzano discese fluviali lungo diversi tratti del fiume: l’esperienza sarà incantevole, ma comporterà una sosta di almeno 4 ore per cui dovrete scegliere se proseguire la vostra tappa verso Petina o fare rafting e ripartire il mattino successivo. Da Controne, paese noto per gli ottimi fagioli, seguendo le indicazioni stradali per il cimitero, una strada secondaria risale i fianchi dei Monti Alburni fino a Postiglione, che si presenta con il suo ben restaurato castello medievale. La strada si inerpica per poco più di un chilometro, dopodiché la salita diviene più lieve. Alla vostra destra la presenza imponente degli Alburni vi farà da guida e a mano a mano che si salirà gli ulivi lasceranno il posto alle specie caducifoglie che è il segno più evidente dell’aumento dell’altitudine. Lasciata Postiglione, una strada secondaria si defila appena oltre il cimitero e vi conduce dopo pochi km di nuovo sulla strada principale. All’incrocio di Scorzo si prosegue in direzione di Sicignano degli Alburni. Da qui e lungo tutto il percorso sino a Petina la vista è dominata sulla destra dai possenti e magnifici contrafforti del Monti Alburni. Passando per Sicignano, si noterà subito il suo antico castello recentemente restaurato e scenograficamente posto su di un rilievo a guardia della sottostante valle.
Distanza: 65 km

Giorno 6 – da Sicignano degli Alburni per Petina verso i Monti Alburni a Roscigno
Sicignano degli Alburni – Roscigno non è una tappa semplice: oggi dovete prepararvi ad affrontare nuovamente i monti Alburni raggiungendo quote sino ai 1200 mt di altitudine. Da Petina si seguono le indicazioni per l’osservatorio astronomico del Casone Aresta. Inizia una notevole ascesa all’interno di un fitto bosco di castagni al termine della quale vi ritroverete su un’ampia radura: qui sorge l’Osservatorio, suggestivo ed isolato edificio, reso un po’ surreale dalla caratteristica cupola metallica che accoglie le strumentazioni scientifiche. Superato il Casone dell’Aresta, un sentiero si defila dal percorso principale per risalire il rilievo di Costa Palomba (1125 m), sulla cui sommità è l’Antece, scultura intagliata in un masso ritraente un guerriero ad altezza naturale, vestito con un chitone e armato di clava e di scudo. Da qui sarà tutta discesa fino a Sant’Angelo a Fasanella. Tra giugno e luglio una pennellata di giallo va a colorare questo versante di montagna e l’odore della ginestra fiorita vi accompagnerà fino all’ingresso in paese. A Sant’Angelo vi attende l’ennesima meraviglia di questo percorso; appena fuori dal centro abitato, sotto un costone roccioso ad ovest, si apre la Grotta di San Michele Arcangelo. Qui l’opera della natura e quella dell’uomo si incontrano in un rapporto di reciproco rispetto e timore. Accessibile attraverso un portale tardo quattrocentesco, che recupera due medievali sculture leonine, l’interno della grotta ha una serie di antri assai ampi e alti, con un pavimento in cotto e maioliche del 1614. Il sito, cosi come l’Antece, è patrimonio dell’UNESCO. Allontanandoci da Sant’Angelo a Fasanella si passa per Corleto Monforte e a quel punto mancheranno solo una decina di chilometri alla meta e probabilmente riuscirete a raggiungere Roscigno in tempo per veder tramontare il sole tra le vecchie case del paese fantasma. Il piccolo borgo, fu definitivamente abbandonato tra il 1902 e il 1908, in seguito all’emanazione di leggi speciali che sancirono il trasferimento degli abitanti in nuovo centro un chilometro più a monte. Da allora il tempo sembra essersi fermato e l’atmosfera che si respira in questo luogo difficilmente si può descrivere. Piantate pure se volete la vostra tenda dinanzi alla grande chiesa abbandonata: trascorrerete una delle notti in assoluto più magiche del vostro viaggio sulla Via Silente.
Distanza 36 km

Giorno 7 – da Roscigno a Teggiano
Oggi lascerete il Cilento propriamente detto per dirigervi nel Vallo di Diano, attraversando la spettacolare Sella del Corticato. Se la vostra scelta sarà stata quella di dormire in tenda nel vecchio paese di Roscigno, allora dovrete raggiungere Roscigno nuovo e di qui dirigervi verso l’abitato di Sacco. Dopo poco più di tre km attraverserete uno dei ponti a singola arcata più alti d’Europa: se non avete problemi di vertigini affacciatevi a guardare la profonda gola scavata dal fiume Sammaro, che scorre 170 metri più in basso. Superato il ponte, ancor prima di entrare in paese, troverete un’insegna che vi indicherà il percorso di 1 km per raggiungere le Sorgenti del fiume: potrete scendere con la vostra bicicletta, ma la strada è molto ripida e risalire non sarà un’impresa facile.
Da Sacco comincia una salita di circa 10 km che vi porterà fino a 1022 mt di altezza; la fatica verrà ripagata dallo spettacolo della Via che scorre silenziosa tra il boscoso monte Motola a sinistra (1700 mt) e il frastagliato profilo del Cocuzzo delle Puglie a destra (1428 mt) e nei mesi tardo primaverili il paesaggio si tinge del giallo oro della ginestra. Raggiunta la sommità della Sella, guardando in basso verso la valle, si scorge l’abitato di Teggiano. Se siete partiti presto da Roscigno potrete forse godere dello spettacolo del paese che emerge dalla cortina nebbiosa del vallo. Con una discesa piacevolissima e un panorama straordinario sulla valle, raggiungerete i piedi del costone su cui poggia Teggiano. Il paese, probabilmente fondato dai Lucani verso il IV sec a.c., è conosciuto anche come Paese dalle tante Chiese ed inoltre ospita un importante Museo delle Erbe, punto di riferimento per studiosi e ricercatori ma anche contadini e massaie del posto.
Distanza: 32 km.

Giorno 8 – da Teggiano a Sanza
La vostra ottava tappa vi riporterà dal Vallo di Diano al cuore del Parco Nazionale del Cilento, ma non senza aver prima visitato una delle più grandi meraviglie di questa Via: la Certosa di San Lorenzo, meglio nota come Certosa di Padula. Da Teggiano alla Certosa il passo è breve, ma ancor prima di raggiungere il monastero merita assolutamente una visita il Battistero di S.Giovanni in Fonte (o di Marcelliano), unico in Italia per la presenza di una sorgente al centro della chiesa, con le acque raccolte in una vasca per il battezzo per immersione. Ai piedi dell’antico paese di Padula si erge l’immensa Certosa di S. Lorenzo, la più grande d’Italia, fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino sul sito di un antico cenobio. Dal 1997 è Patrimonio UNESCO dell’Umanità. Se avete gambe per risalire la china, vi consigliamo la visita al centro storico di Padula con la Chiesa di San Michele Arcangelo che si innalza al di sopra delle abitazioni e il convento e la Chiesa di sant’Agostino, costruiti verso il XIV secolo. Nel centro storico notevole è anche la Casa-Museo di Joe Petrosino, dedicata al celebre poliziotto italo-americano, con documenti e oggetti appartenuti o legati alla sua figura. Lasciando Padula si eviterà gran parte della trafficata SS19 dirigendosi verso Arenabianca e da lì scendendo a Montesano Scalo. Qui si attraversa rapidamente la SS19 immettendosi su di una strada secondaria che arriva alla rotonda dove si seguono le indicazioni per Buonabitacolo. In questo paesino a Maggio si prepara la Festa della Cuccìa, zuppa di legumi e cereali fatti cuocere prima separatamente e mescolati tutti insieme soltanto alla fine. Chiedetene un piatto nelle trattorie in paese, vi garantirà energia sufficiente per riprendere il cammino verso Sanza, vostra meta di oggi.
Distanza: 35 km.

Giorno opzionale
Giunti alla nona tappa vi si mette di fronte ad una scelta importante: quella di ripartire con tutta calma per raggiungere Casaletto Spartano oppure quella di scalare i 1898 mt del Monte Cervati, la più alta montagna della Campania. Se sceglierete la seconda opzione sarà necessario che vi prepariate adeguatamente: il Cervati è spettacolare, ma dovrete affrontare 24 km in salita di cui 7 su asfalto e 17 su sterrata, con l’ultimo tratto da fare a piedi portando a mano la bici. Per questo motivo vi consigliamo di lasciare le vostre borse nella struttura che vi avrà ospitato durante la notte e portare soltanto uno zainetto per il pranzo a sacco. A 1100 metri di altitudine, in località Colle del Pero, incontrerete un cartello che vi indicherà l’Affondatore di Vallivona; seguire l’indicazione vi porterà momentaneamente fuori percorso, ma in 10 minuti raggiungerete l’imbocco di una galleria lunga circa 400 metri. Per attraversarla a piedi sarà indispensabile l’uso di una torcia per la totale mancanza di luce al suo interno e l’uso di scarpe con suola antiscivolo. Alla fine del tunnel sbucherete nell’inghiottitoio: la sensazione sarà quella di avere attraversato la galleria del tempo. Le pareti del cratere alto 100 metri, sono tappezzate da specie igrofile sviluppatesi grazie al particolare microclima presente in questo luogo. Le enormi foglie di Farfaracchio maggiore (localmente chiamati pàmpani) sembrano quelle di un sottobosco preistorico.
Riattraversate la galleria al contrario, riprendete il vostro mezzo (che sarà bene aver assicurato con una catena a qualche albero) e ritornate sullo stradone che vi condurrà in cima al Monte Cervati e al Santuario della Madonna della Neve. Qui lo spettacolo della natura non ha eguali. Siamo al di sopra della linea altimetrica boschiva dove solo i Ginepri prostrati riescono ancora a vegetare. Tutto intorno, roccia calcarea affiorante e silenzio. Non esiste posto migliore che questo per ringraziare chi un giorno vi avrà parlato di quella Via Silente, cosi lontana dal mondo e cosi vicina a Dio.
Distanza: 54 km.

Giorno 9 – da Sanza a Casaletto Spartano
Questa è la tappa in cui, dopo tanti chilometri, rivedrete il mare anche se ancora non potrete approfittarne per un bel bagno. Il percorso non è da sottovalutare a causa dei continui cambi di pendenza che vi costringeranno ad uno sforzo notevole. Ad appena 15 km da Sanza potrete comunque già fermarvi in uno dei bar di Caselle in Pittari e se capitate qui nel mese di luglio, potrete assistere ad una delle manifestazioni più originali e caratteristiche del territorio cilentano: il “Palio del grano”, una sorta di gara tra paesi che rievoca l’antica opera della mietitura del grano. Organizzando il vostro viaggio in concomitanza di questo evento vi garantirete una straordinaria esperienza di viaggio nel tempo, quel tempo contadino fatto di lavoro, semplicità e tanta allegria. Si lascia Caselle in Pittari e si prosegue a sud, lungo la vecchia SS517 (con una deviazione a destra lunga 1,5 km che aggira una grossa frana), fino al bivio con la SP210 che risale e conduce al paesino di Sicilì. Circa un chilometro dopo il centro abitato il percorso passa su un ponte del Bussento, dove consigliamo di fare una breve sosta all’area attrezzata sulle sponde del fiume. Può essere utile fermarsi prima di affrontare la salita piuttosto lunga fino a Morigerati, bel centro abitato cui il Touring Club ha assegnato la prestigiosa Bandiera Arancione. Non lasciate Morigerati senza aver prima visitato uno dei siti naturalistici più interessanti di tutto il percorso: l’Oasi WWF delle Grotte del Bussento, dotato di un percorso natura che partendo dal centro abitato vi condurrà fino al fondo della Gola scavata dal Bussento. Nell’Oasi una copiosa sorgente sgorga impetuosamente sotto il vecchio mulino ed è sicuramente una delle immagini più belle del Cilento interno. Ritornati in paese, prima di ripartire, prendetevi ancora un po’ di tempo per visitare il Museo Etnografico silvo-pastorale, sorto nel 1976 per volere di Clorinda e Modestina Florenzano. Si lascia quindi Morigerati da nord e si risale la strada fino al bivio con SP16 girando a destra per Casaletto Spartano. Appena fuori dal paese, sulle sponde del Rio Casaletto (o Torrente Bussentino) vi aspetta un’altra meraviglia di questo territorio cosi ricco di sorprese: “i Capelli di Venere”, una singolare piccola cascata creata dallo scorrere dell’acqua di una sorgente su una folta una cortina di muschi. Alla fine della giornata, Casaletto e la sua frazione Battaglia vi accoglieranno in una delle soste più silenti di tutto il percorso.
Distanza: 44 km.

Giorno 10 – da Casaletto Spartano a San Giovanni a Piro
Alla fine dell’undicesima tappa ritroveremo il mare, quello dello splendido Golfo di Policastro. Partendo da Casaletto Spartano (o dalla vicinissima frazione Battaglia) si prosegue verso Tortorella, centro abbarbicato su di un formidabile costone (I Rupazzi) sovrastante il Rio Casaletto. Alla piccola rotonda sotto il paese, prendete la strada, più stretta, che scende sulla destra. Questo percorso, in gran parte in discesa, attraversa lunghi tratti boscosi fino ad arrivare ad un incrocio tra diverse strade. Il percorso scende verso Policastro Bussentino e in molti scorci appare in lontananza il Monte Bulgheria, dal brullo profilo apparentemente piramidale. A Policastro si passa davanti all’ex Cattedrale dell’Assunta e si scorgono i resti delle fortificazioni bizantine. Passati sotto la ferrovia, si prosegue in direzione di Scario. Questo piccolo borgo marinaro è tra i più belli e rinomati del Cilento, caratterizzato in particolare dal porto con la chiesa dell’Immacolata. Conviene fare una sosta qui, all’ombra dello slanciato campanile o arrivare nei pressi del faro dall’altra parte del paese, prima di riprendere il cammino che risale notevolmente lungo un tratto di ben 7 km, fino al paesino di Bosco dove è possibile fare una deviazione per una breve visita alla casa museo dell’artista José Ortega, allievo di Picasso. Da qui, San Giovanni a Piro, paese di tappa, dista solo pochi chilometri.
Il centro è sorto presumibilmente per mano di profughi di Policastro in fuga dall’attacco saraceno del 915. Nei dintorni si trovano i resti dell’importante Cenobio di S.Giovanni Battista. Notevole inoltre il Santuario della Pietrasanta, posto su di un costone roccioso, a circa 2 Km dal centro abitato. Per chi volesse trattenersi qui più di un giorno, dal paese un sentiero conduce verso la cima del monte Bulgheria (m 1215) mentre un’altro bellissimo percorso vi porterà sull’incantevole spiaggetta del Marcellino. Se invece avete fretta di ripartire prendetevi almeno il tempo di un saluto al Golfo di Policastro dallo splendido belvedere di Ciolandrea. Nelle giornate più terse di qui è chiaramente visibile il Cristo di Maratea e si può addirittura scorgere la sagoma dello Stromboli nelle isole Eolie.
Distanza: 34 km.

Giorno 11 – da San Giovanni a Piro a Palinuro
Oggi raggiungerete due dei luoghi balneari più belli di tutto il litorale tirrenico: Marina di Camerota, premiata da Legambiente nel 2013 e nel 2014 per la spiaggia più bella d’Italia e Palinuro, con le sue splendide grotte, l’arco naturale e le lunghe spiagge di sabbia fine. Nel periodo estivo e in particolare in Agosto, questo tratto di Via Silente si anima grazie ai numerosi locali che richiamano ragazzi da ogni parte d’Italia. A Marina di Camerota, a cavallo tra i mesi di Maggio e Giugno e per tre giorni consecutivi, si svolge la rassegna musicale “il Meeting del Mare”: dal 1997 ad oggi si sono avvicendati sui suoi palchi artisti di fama nazionale ed internazionale. Ma la vera attrazione di questi luoghi è la natura: Baia degli Infreschi è solo una delle splendide spiaggette di questo pezzo di costa tirrenica. Raggiungibile via mare o con un trekking attraverso la profumatissima macchia mediterranea, la baia si presenta come insenatura ad arco delimitata da scogliere rocciose, lambite da un mare limpidissimo dalle tonalità cangianti. Su queste scogliere cresce la Primula Palinuri, specie protetta, endemismo e simbolo del Parco Nazionale del Cilento. Da Marina di Camerota si continua verso Palinuro, stretti tra il mare a sinistra ed alte e scure falesie a destra. Di fronte a voi, il maestoso profilo di Capo Palinuro, proteso nel mare come un’immensa nave di roccia. Alla sommità del promontorio, il moderno faro, fondamentale riferimento per le imbarcazioni che solcano queste acque. Se foste in viaggio nel tardo pomeriggio, verreste accompagnati dal suo fascio luminoso, silenziosa e suggestiva presenza che vi guida mentre vi avvicinate al paese di Palinuro. Nato come piccolo porto di pescatori in una conca ai piedi del Capo, il centro abitato è oggi una rinomata meta per i turisti, attratti dagli splendidi arenili incastonati tra le alte scogliere del capo.
Distanza: 37 km.

Giorno 12 – da Palinuro a Ceraso
Una tappa tutto sommato semplice quella di oggi, con i primi 13 km vista mare e i successivi che vi riporteranno verso l’interno, in direzione del piccolo centro di Ceraso. Lungo il vostro percorso incontrerete l’incantevole Pisciotta, situato a mezzacosta, su di un’altura dominata dal grande Palazzo Marchesale. Val la pena fermarsi in una delle sue caratteristiche piazzette a bere qualcosa o fare scorta di frutta sulle bancarelle lungo la strada, prima di prendere la Via che vi riporterà verso l’interno. Il primo centro abitato che s’incontrerà sarà Rodio, posto a pochi chilometri dalla costa in linea d’aria, ma sorprendentemente distante da essa dal punto di vista percettivo per via della Tartana, collina che delimita a sud la stretta valle in cui sorge il paese e che chiude la vista al Tirreno. Si lascia Rodio su di un’impegnativa salita che scollina nei pressi di un bivio; di qui si gira a sinistra in direzione di Catona. Superata Catona, si continua per Terradura ma ancor prima di raggiungere il paese, la Via gira a destra e risale fino al paesino di Santa Barbara, sorto attorno ad una chiesa attestata sin dal 977 e attribuita a monaci greci, forse in fuga dalla Velia medievale, per la malaria e la paura degli assalti pirateschi. Pochi chilometri ancora e si è a Ceraso, luogo di conclusione della tappa. La parte più vecchia di questo borgo è il rione “mpieri Ceraso” (ai piedi di Ceraso) dove è anche ubicata la Chiesa di San Nicola di Bari. Altri edifici di rilevanza storica sono i palazzi “Lancillotti” e “Di Lorenzo”. La tappa può anche essere conclusa appena un paio di chilometri oltre, nei paesini di Massascusa o San Biase, frazioni di Ceraso.
Distanza: 22 km.

Giorno opzionale
Dopo la vetta del Monte Cervati, quella del Monte Gelbison è il secondo punto più alto della Via Silente: 1705 metri slm. La scalata al monte comincia ad una decina di chilometri dalla partenza, in corrispondenza dell’abitato di Novi Velia, con la sua isolata torre normanna. Raggiunta una rotonda all’ingresso del paese, si prosegue verso destra seguendo Via Monte Gelbison fino ad un cartello che indica l’antico sentiero dei pellegrini. Di qui la salita continua inesorabile: ad ogni curva si spera di vedere la montagnola di pietre votive che indica l’ingresso al Santuario, ma la strada sembra non finire mai. Poco prima del pianoro di Fiumefreddo troverete una sorgente dalla quale sgorga acqua sempre limpida e fresca. Vi consigliamo di far rifornimento perché siete ancora troppo lontani dalla cima. Alle spalle della sorgente il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di un fitto bosco di abeti ma sarà l’incontro con i maestosi esemplari di faggio a suggerirvi che la vetta è vicina. Finalmente, dopo un breve tratto privo di curve, raggiungerete la “croce di Rofrano”, ovvero il punto d’incontro fra i due sentieri che risalgono la montagna dai due differenti versanti.
Nello spiazzo il cumulo di pietre sormontato da una croce (i “monti di pietà”), segno secolare della devozione dei pellegrini. Se siete arrivati fin qui senza portare a mano la vostra bicicletta è arrivato il momento di scendere dalla sella. Il santuario infatti dista ancora qualche metro e l’ultimo tratto coincide con l’antico sentiero lastricato in pietra locale.
Il Santuario della Madonna del Monte Sacro di Novi Velia sorge sul sito di un antico luogo sacro, forse un tempio italico. L’area del santuario vero e proprio è composta da numerose costruzioni in pietra a vista e la chiesa si trova su di una ampia piazza. La piazza costituisce invece un bellissimo belvedere con splendidi panorami che spaziano su tutto il Cilento fino ai lontani Lattari e Picentini a Nord, ed il Pollino e la costa calabrese a Sud. Appena oltre il parapetto del belvedere si nota un pinnacolo di roccia: la gente del posto lo chiama “la ciampa re cavallo”. Esprimete un desiderio provando a lanciare una monetina sulla sua sommità a scodella… potrebbe realizzarsi proprio ora, mentre vi trovate a 1705 metri, sulla Via Silente!
Distanza: 22 km

Giorno 13 – da Ceraso (o Monte Gelbison) a Castelnuovo Cilento
La vostra avventura sulla Via Silente sta per concludersi. Dinanzi a voi ancora una sessantina di chilometri da percorrere prima di lasciare definitivamente il Cilento e la sua gente. L’ultima tappa è conosciuta anche come tappa degli artisti: dalla musica alle arti figurative, nulla verrà tralasciato per salutare il vostro passaggio sul territorio cilentano. Scendendo dal Gelbison giungerete a Novi Velia spostandovi poi in direzione di Cannalonga.
Entrambi i piccoli borghi, tra loro confinanti, sono noti per manifestazioni popolari di grande successo, rispettivamente il Festival Degli Antichi Suoni a Novi e la Fiera della Frecagnola a Cannalonga. Si tratta, nel primo caso, di una manifestazione che chiama a raccolta i suonatori di ciaramelle, zampogne, chitarre battenti, organetti e flauti, da tutto il Sud Italia; nel secondo, di una fiera ultracentenaria caratterizzata dalla preparazione, nelle tradizionali baracche, del bollito di capra, antico piatto locale. Tra agosto e settembre il Cilento è tutto in festa. Moio della Civitella, a qualche chilometro da Cannalonga, è sede della manifestazione Mojoca. Il paese si trasforma in un grande palcoscenico richiamando tra i suoi vicoli e le sue piazzette, artisti di strada provenienti da ogni parte d’Italia. Quasi unita a Moio si trova la frazione Pellare, dove ha sede il Museo della Civiltà Contadina del Cilento ed il laboratorio del grande artista scultore Emanuele Stifano. Da Pellare il percorso prosegue in direzione di Gioi dove un altro grande autore cilentano, il pittore Mario Romano, vi aspetterà nella sua casa museo e, se sarete fortunati, vi accompagnerà in visita alle antiche chiese del paese. Oltrepassato Gioi, si raggiunge Piano Vetrale, centro noto per i numerosi murales e per aver dato i natali al maggior artista del Cilento, Paolo De Matteis, stimatissimo pittore di livello europeo, attivo soprattutto nella Napoli barocca a cavallo del Sei-Settecento. Si abbandona l’abitato attraverso una bella discesa sino alla sottostante valle, dove un lungo rettilineo vi ricondurrà di nuovo alla Piana dell’Alento, all’altezza di Omignano Scalo. Attraversando il paese raggiungerete prima Vallo Scalo e, all’ultimo incrocio, svoltando a sinistra Castelnuovo Cilento: la torre merlata che s’intravede tra le fronde del bosco è pronta a darvi il bentornato mentre concludete il vostro straordinario viaggio lungo la Via Silente.
Distance: 60 km.

Giorno 14 – Fine del viaggio
Il viaggio finisce dopo la colazione di oggi. Un trasporto privato ti condurrà in stazione, Napoli o Salerno. Un trasferimento via taxi verso altre destinazioni potrà essere organizzato si richiesta.

Un viaggio unico attraverso l’intero territorio del Parco Nazionale del Cilento, con le tratti migliori del meraviglioso ‘Via Silente’

La regione Campania è conosciuta come un paradiso in terra fin dai tempi antichi. I Greci vi costruirono alcuni dei lor
templi più imponenti e sotto i Romani divenne nota come 'Campania Felix', o la Terra Felice. Quando si viaggia attraverso questa regione, si viene sopraffatti dalla sua ricchezza di attrazioni culturali e naturali, dalla grande città di Napoli alla nota Costiera Amalfitana, con le sue alte scogliere e baie suggestive. Il vero segreto della Campania si trova a sud di Salerno. Qui la costa si fonde con la montagna dando origine a quella zona meravigliosa, nota come il Cilento, oggi uno dei più grandi Parchi Nazionali d’Italia e Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Questa è una zona di straordinaria bellezza, dove acque cristalline lambiscono incontaminate coste rocciose e foreste selvagge coprono alte vette.
La Via Silente è un viaggio di 600 km. Uno straordinario percorso circolare che ripercorre i tratti costieri e si inoltra tra le montagne del Parco Nazionale del Cilento. Il percorso ‘ufficiale’ della Via Silente è suddiviso in 13 tappe, con due tappe opzionali che vi permetteranno di scalare i monti Cervati (1899 m.) e Gelbison (1705 m.). Il percorso di questo tour prevede le parti migliori della Via Silente con alcuni extra ed escludendo alcune parti meno interessanti. La Via Silente deve il suo nome alle sonorità dei luoghi attraversati, il silenzio. Sulla Via Silente si pedala per gustare il tempo, per avvertire la realtà con tutti i sensi, per scoprire quel Silenzio che non è assenza di suoni ma qualità di ascolto. Il ‘silenzio’ è ovunque e neutralizza completamente il rumore quotidiano a cui siete abituati.
La Via Silente inizia dalla piana dell’Alento, da Castelnuovo Cilento, sede dell’Associazione “La Via Silente”, oppure da un bell’agriturismo nei pressi di Casalvelino. La prima parte del percorso è molto suggestiva. Si attraversano Pioppi ed Acciaroli, villaggi di pescatori. Da qui, si prosegue per 40km lungo la bellissima costiera cilentana. Da questo punto in poi, il percorso si addentra nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Un viaggio meraviglioso attraverso l’intero territorio del parco, che presenta un paesaggio unico. Avrete la possibilità di toccare l’acqua limpida del fiume Calore e di godere del fascino primitivo delle grotte di Castelcivita e Petrosa, ricche di stalattiti e stalagmiti. Pianure, boschi di faggio, valli punteggiate d’orchidee, affascinanti borghi rurali e molto altro ancora.
Il percorso è stupendo, ma non privo di difficoltà; questo percorso infatti attraversa e sfida una terra aspra, selvaggia e proprio per questo autentica. Siamo sicuri che durante questo tour conoscerete ed amerete il Cilento, scoprendo i suoi tesori naturali e culturali. Resterete piacevolmente sorpresi dall’ospitalità della sua gente, che vi farà sentire un ospite gradito.

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Fatto da: Genius Loci

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